| VipClownNewsOnline - HOME | Romania | N° 0 - marzo 2005 |
Dalla Romania...Pensieri brevi sulle e-mail di Clown Aureola* La
prima impressione suscitata dalle e-mail di Aureola in "ricognizione"
in Romania è di intimità. Di una condivisione intima di quello che
si è visto e della visione del progetto che ci sarà. Per la futura missione in Romania partono Aurora e Icselle. Saranno ospiti delle Suore Maestre di S. Dorotea.
| Il contatto epistolare elettronico, con preghiera di diffusione per non l'approfittare del loro [delle Suore, N.d.R.] collegamento che è molto caro, mantiene stretta la relazione tra loro "sul camp" e noi che restiamo qui, raccontandoci a mò di diario l'esperienza della nascita del progetto. "Carissimi, eccomi a rapporto! Icselle e io siamo arrivati in perfetto orario a Bucarest, ore locali 14,30. Temperatura primaverile, sole..." Pian piano poi dalle e-mail inizia a trasparire la distanza, la percezione dell'enormità del problema quale su carta risulterebbe non rappresentabile. Come spiegare infatti nel freddo linguaggio progettuale il problema dell'alcolismo, se non immaginandolo dietro un fugace accenno alle tradizioni conviviali del luogo. "Abbiamo pranzato con i preti salesiani e mi sono resa conto del perché qui c'è il problema alcolismo: è tradizione iniziare il pasto con la Palinca (grappa)!!!" Come percepire le reali dimensioni del problema "minori" se non nel silenzio delle suore sul futuro dei bambini che attualmente sono ospiti del Centro da loro gestito. "Mentre
torniamo alla casa delle suore ci sembra inevitabile chiedere al parroco e a Suor
Emilia: "Che ne sarà di queste ragazze e ragazzi quando compiranno
18 anni?" Ecco il senso di intimità. Aureola non sottolinea, naturalmente non esprime giudizi. Descrive. E a me che leggo lascia vedere, percepire l'aria irrespirabile dei corpi ammassati in ospedale. "Il bambino giaceva in una camera con 4 letti tutti uniti, accanto a lui c'erano altri 3 uomini, di cui quello accanto a lui era un detenuto. In camera c'erano 2 poliziotti, più Icselle, io, la suora, la mamma del bambino e altri parenti degli altri due uomini. Il puzzo di sudore e altro non ve lo descrivo per non farvi stare male". Noi, che stiamo attenti a non affollare le camere dove facciamo servizio e che ci lamentiamo a volte di una caposala un po' burbera, restiamo a chiederci dove è il senso di un nostro intervento in una situazione simile. L'intimità del racconto si trasforma allora in progettualità, in richieste precise: "I ragazzi clown di Costanza avrebbero bisogno di palloncini, si riuscirà a chiedere a Baloon Express di spedirglieli mandando la fattura a Vip Formazione?" "Nel programma Romania prevedi anche 3 giorni a Costanza, al centro salesiano per tenere un corso clown. Occorre aggiungere al gruppo Romania un bravissimo giocoliere-mimo". Il tono è più secco, quasi "operativo": "A pranzo siamo andati alla Caritas, ho fotografato le camere dove dormirete, sono camere a 4 letti. La cucina è indipendente, mangerete da soli e vi cucinerete e farete la spesa per conto vostro." C'è spazio anche per commenti sull'evoluzione dell'intesa clown tra Aureola e Icselle. Commenti da cui traspare la continua attenzione a non perdere di vista la natura del nostro intervento: "XL
e io stiamo trovando un perfetto accordo, ancora una volta la coppia "lui
alto e lei piccola" sta funzionando: quando nel chapa/chapa io lo butto a
terra, qui ridono a crepapelle". Prisco
Vicidomini (Claun
Flu) * le parti in corsivo tra virgolette sono tratte dalle e-mail di Aureola
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