Un
paziente ci scrive... di
Alessandra Sartoretti "Le
lettere di Biagio"
Come
claun di corsia, ogni volta che andiamo in ospedale è una novità,
un "terno al lotto", una scommessa. Anche i claun (noi lo scriviamo
così...) più esperti affrontano i loro servizi con un minimo di
trepidazione, perché ... non sai mai che situazioni ti troverai ad affrontare,
e con quale stato d'animo. Ogni volta incontri persone, pazienti, parenti, infermieri,
medici, ed ogni volta ricevi da loro qualcosa, un sorriso, parole, brontolii,
gratitudine, e - perché no, come è capitato a me recentemente all'Ospedale
Molinette di Torino - anche una lezione di ballo. Sono così numerose le
persone che incontri che - purtroppo - non riesci a ricordare bene tutti quanti,
se non vagamente. A volte, però, capitano situazioni che ti toccano particolarmente
il cuore. Persone con le quali la sintonia, la comunicazione diretta, sono immediate.
E se ogni volta che riesci a far sorridere qualcuno, dici fra te e te: "Ecco
perché sono diventato un claun", in alcuni casi non riesci neanche
a dirtelo perché l'emozione è tale da farti perdere di vista pensieri
e parole, e lasciare spazio solo alla commozione. Bene: voglio raccontarvi
dell'incontro fortunato avuto da alcuni claun torinesi qualche mese fa. L'ospedale
è il Martini di Torino, che visitiamo ogni sabato mattina. Protagonisti
Pisolo, Salsa e Armonica. Pisolo è un veterano di Vip Torino, attivo dal
2001, Salsa ha iniziato la sua avventura claun a giugno 2003, e Armonica indossa
il naso rosso da pochi mesi. "E' stata una mattinata fantastica: abbiamo
incontrato un paziente che ci ha dato una carica e un'emozione mai provata"
- racconta Pisolo - Il suo nome è Biagio, ed era ricoverato in cardiologia.
Quando siamo arrivati era seduto e stava scrivendo piccole cose, giochi di parole,
storie. Ci ha messo subito a nostro agio raccontandoci barzellette e piccoli aneddoti,
e rendendo la stanza davvero molto allegra. Quando siamo usciti dalla sua camera
ci ha seguiti e ha partecipato a piccole gag con le infermiere. Al momento di
lasciare il reparto, Biagio si è avvicinato e ci ha lasciato una lettera
dicendoci solo: "è per voi". Ad ogni parola che leggevamo
gli occhi si inumidivano e l'emozione era enorme, non sapevamo cosa dire o fare,
ci siamo guardati e abbiamo deciso di comune accordo di tornare per ringraziarlo.
Appena arrivati nella sua stanza lui ci ha guardati e ci ha dato un'altra lettera
che aveva appena finito di scrivere. Di nuovo un'emozione forte, fortissima. Per
ringraziarlo delle sue parole gli abbiamo regalato un naso rosso a nome di tutti
i clown di VIP. Qualche settimana fa Salsa ha voluto leggere ai nuovi claun
di Torino e Mondovì le lettere scritte da Biagio, come benvenuto nella
nostra famiglia, e la mail da lui inviata a Pisolo in occasione del Natale. Eccole
qui a destra per i nostri lettori.
Alessandra
Sartoretti (Claun Krauta)
| LETTERA
1 - "I PAGLIACCI" ...
sono quelle persone che hanno un cuore nobile, specialmente quelli che viaggiano
girando ospedali, visitando sia bambini che adulti e portando un po' di allegria
in chi è triste e preoccupato. Cercano di creare felicità, anche
se in quei momenti nascondono emozioni e lacrime vedendo, impotenti, chi soffre
davanti a loro. Non sembra, ma chi fa questo lavoro, oltre che essere una persona
umana è di spirito, di cuore e di un'infinita umanità verso il prossimo.
Pertanto vi dico: vi voglio bene e ... continuate a dare il vostro amore.
Biagio LETTERA
2 - "IL CLAUN IN OSPEDALE" Con
un piccolo sorriso ti riempie il cuore; con piccoli gesti che ti mostrano amore
e simpatia anche il dolore scappa via; una sua parola vale più di 100 medicine.
Un piccolo e ridente discorso cancella le idee che ti sei fatto sul tuo male.
Quando i clowns entrano nella stanza è come se tu vedessi il sole, l'arcobaleno
dopo la tempesta. Ti cambiano la vita e l'umore per quei minuti che stanno con
te. Lo so, ti ritorna la malinconia quando vanno via, ma loro ti rimangono nel
cuore ed è sempre una ventata di felicità ed allegria. Grazie
Amici!
Biagio LETTERA
3 - "VI AMO TUTTI" Chi
sei tu, uomo o donna, che ti svegli la mattina, magari di malumore, nervoso, con
grossi problemi e che - uscito di casa - sbatti la porta alle tue spalle, senza
magari sapere come risolvere problemi finanziari o familiari ... insomma, problemi
di tutti e di tutti i giorni per persone normali, ma che - a differenza loro -
in un certo momento, entri in ospedale, ti infili un camice che era bianco e che
hai trasformato con dei colori, ti metti un cappellino ed un naso colorato, trovi
la forza di dimenticare tutto e dedicarti a portare conforto, serenità
e fiducia nella vita di persone sfiduciate, ammalate, abbandonate, sole in quei
letti, in attesa di cure, senza magari sapere se ne usciranno vive. I parenti
li vedranno solo una o due volte al giorno, portando magari più sconforto
che gioia, presentandosi con facce cimiteriali, perché non comprendono
che basta un sorriso per cambiare la vita ad un malato. Io ho capito chi siete:
non siete angeli, non siete gente che lo fa per denaro non siete gente che si
aspetta un grazie, un riconoscimento o un applauso. Ho capito che siete persone
normali che sapete aprire il vostro cuore a chi soffre. Anche vedendo soffrire
le persone, riuscite a trattenere le lacrime facendo smorfie, sorrisi e nascondendo
le vostre emozioni, anche perché, essendo voi persone sensibili, una lacrima
riesce sempre a venire fuori dal vostro cuore.Spero di non farvi perdere tempo
e che scusiate la mia ortografia. Oltre tutto, non fraintendete ciò che
scrivo: ce ne fossero migliaia come voi al mondo! Adesso veniamo a me: sono
stato operato con rischio 50% di uscirne vivo ma è andata bene; da sabato
sono a casa e vi dico grazie perché, prima di entrare in sala operatoria,
ho visto in alcune camere dei palloncini colorati a forma di animali. Da quel
momento, fino a che sono uscito, era come se vi avessi vicino a fare il tifo per
me; come a dire: "Dai che ce la fai!!" Scusatemi ma mentre scrivo sto
piangendo perché eravate veramente con me. L'ho capito come sono arrivato
a casa e, aperta la posta, ho visto la vostra marea di posta che mi avete inviata. Continuo
perciò a dirvi grazzzzzzzzzzzzzzzzzzziiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiieeeeeeeeeeeeeeeee,
e continuate a rendere felici quella gente che soffre; noi vi amiamo. Grazie,
grazie e spero che accettiate i miei migliori auguri, anche da parte di mia moglie;
che possiate essere felici in queste feste e per sempre. vi amo tutti, grazieeeeeeeeeeeeeeeeeeeee Tengo
ancora legata al mio cuore la coccinella da voi regalata, e che sarà sempre
per me un portafortuna. Spero di incontravi e di potervi stringervi la mano; penso
che un grazie lo accetterete, come un grossissimo abbraccio che vorrei presto
dare a voi tutti.
Biagio
e Tina
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