Shwedagon Paya - Yangon 
Yangon bancarella
di cibo
Che
cosa succede? Dal
1962 in Birmania (Myanmar) un colpo di stato militare ha rovesciato il governo
eletto democraticamente. Per trent'anni i suoi confini sono stati chiusi e il
potere è stato gestito dal generale Ne Win. In questi anni la Birmania
è diventato uno dei paesi più poveri del mondo, con un reddito pro-capite
corrispondente a circa £ 400.000 annue. Nella
primavera del 1988 vennero organizzate dagli studenti e dai monaci buddisti diverse
manifestazioni per cercare di riportare nel paese la democrazia. Il governo militare
reagì con veemenza a queste iniziative e migliaia di persone vennero imprigionate
o uccise. Il 18 settembre 1988 venne creato lo SLORC (Consiglio di Stato per la
restaurazione della legge e dell'ordine). Quello birmano è uno dei
regimi più brutali e tirannici dei giorni nostri. Lo SLORC mantiene il
potere attraverso la legge marziale, gli arresti arbitrari e la detenzione di
persone sospette. Nel 1988 Aung San Suu Kyi, figlia di Aung San, padre dell'indipendenza
birmana ucciso nel 1948, rientra in Birmania e inizia a guidare l'opposizione.
Nel maggio del 1990, per cercare di legittimare il suo ruolo, lo SLORC decise
di indire elezioni aperte ai diversi partiti politici. Lo SLORC confidava di vincere
queste elezioni, dal momento che molti dissidenti erano stato imprigionati e Aung
San Suu Kyi era agli arresti domiciliari. Il maggior partito d'opposizione,
la Lega Nazionale per la Democrazia (LND), guidato da Aung San Suu Kyi, ottenne
l'80% dei seggi. Lo SLORC rifiutò di cedere il potere e sospese la costituzione.
Da allora le dimensioni dell'esercito sono raddoppiate. Nel
1991 Aung San Suu Kyi venne insignita del premio Nobel per la pace. Il
paese nel frattempo si è trovato sull'orlo del collasso economico, con
un debito estero di 2.6 miliardi di dollari (oltre 4 mila miliardi di lire) e
lo SLORC ha dovuto fronteggiare numerose sanzioni economiche e un progressivo
isolamento internazionale. Nel luglio 1995 Aung San Suu Kyi è stata
liberata ma tuttora vive in un regime di stretto controllo delle sue attività.
Mercato
di Yangon - Sarto

Yangon - telefoni pubblici
|
Ed
ecco ergersi all'orizzonte un mistero dorato - una splendida luccicante meraviglia
che fiammeggiava sotto il sole, con una forma che non era quella di una cupola
musulmana né di una guglia di un tempio hindu. "Quella è la
vecchia Swedagon", disse il mio compagno di viaggio. La cupola dorata, disse:
"Questa è la Birmania, e sarà diversa da ogni altra terra che
tu possa aver conosciuto". [Rudyard
Kipling, Letters from the East, 1898]
La ex-Birmania (ora Myanmar) è localizzata nella parte occidentale del continente
asiatico. La maggioranza della popolazione è Birmana da cui deriva il nome del
paese. C'è la parte costiera e la parte pianeggiante. La Birmania è un paese
fertile con molte ricchezze naturali. La religione principale è il Buddismo che
si è imposto in quasi tutto il paese.
La storia più recente della Birmania è segnata
dallo scontro che il regno birmano contrappose, all'inizio del XIX secolo, alla
potenza coloniale Britannica, che dominava il sub-est del paese. Nel 1824 gli
Inglesi occuparono Yangon (capitale) e nel 1852 occuparono anche la parte meridionale
del paese. Nel 1886 l'intera Birmania venne ufficialmente annessa alla Corona
britannica.
Nel 1919 la Birmania venne eretta a Provincia
autonoma del Vice-Reame Indiano concedendole una parziale autonomia dall'India.
Questo diminui i moti xenofobi che, periodicamente, si scatenavano, con risultati
negativi, per cercare di ristabilire la sovranità dei Birmani sulla propria terra.
Nel 1937 la Birmania venne definitivamente staccata
dall'India ed eretta in colonia della Corona britannica, con organi di governo
propri ma solo nel 1948 la Birmania divenne un paese indipendente.
L'indipendenza non portò completamente la pace perché esistevano ancora divisioni
e fazioni. Si susseguirono i colpi di stato che, nel 1962, portarono al potere
l'esercito, tutt'ora al governo del paese. Dall'edizione
italiana dela guida "Lonely Planet" leggiamo: Per la maggior parte
del mondo occidentale il Myanmar (noto un tempo con il nome di Birmania) costituisce
ancora un'incognita geografica, un paese orientale con due nomi. E il cui popolo
ha vissuto secoli di oppressione sotto continue dittature, da Kubilay Khan a re
Giorgio VI, fino all'attuale regime militare. Oggi il paese si mostra notevolmente
impoverito, sebbene alcune delle sue città conservino un aspetto moderno.
Nonostante questo il Myanmar mantiene ben saldo il rapporto con il suo passato
e la sua storia attraverso i luoghi che conservano la memoria delle antiche dinastie
come le rovine della grande città di Bagan (Pagan), risalente all'XI secolo,
lungo il fiume Irrawaddy. Sebbene
non completamente isolato dalla cultura occidentale, il Myanmar è un paese
xenofobo e chiuso. Il suo isolamento dal resto del mondo divenne quasi totale
nel 1962, quando un colpo di stato militare instaurò un regime dittatoriale
che ben presto portò il primo paese del mondo nell'esportazione del riso
a dipendere economicamente dalla Cina. Un'insurrezione popolare nel 1988 e il
conseguente rifiuto da parte del governo militare, dopo le elezioni del 1990,
di abbandonare il potere, hanno incrementato la disapprovazione dell'opinione
pubblica su ciò che accade nel Myanmar e ogni sforzo fatto dal governo
per favorire il turismo ha avuto scarso successo a causa di tutte le ingiustizie
politiche commesse in questo paese. Il
Myanmar è un paese in lotta con sé stesso e con la comunità
internazionale. Il suo prigioniero politico più famoso, il premio Nobel
per la pace Aung San Suu Kyi, ha preferito il duro carcere al più indulgente
esilio, e il suo popolo vive da tempo in una realtà costruita e imposta
dal governo. Il popolo birmano resta comunque fiero e orgoglioso della propria
stirpe e del suo carattere spirituale, sensibile e cordiale e con molta fatica
sopporta le angherie e le assurdità che gli vengono imposte dalla dittatura
militare. Questa nazione sorprende per il contrasto tra la belleza delle sue
rovine, che raccontano mille anni di storia, di sofferenze e trionfi e le immagini
indelebili di un popolo in rivolta, costretto a vivere in una terra fatta di miseria
e di abbondanza fuse insieme. Il
28 ottobre 1996 il Consiglio dell'Unione Europea si espresso così nei confronti
della situazione in Birmania: "L'Unione Europea è preoccupata per
la mancanza di progressi verso la democratizzazione e per le persistenti violazioni
dei diritti dell'uomo nella Birmania /Myanmar. In particolare l'Unione Europea
deplora il ricorso alla tortura, alle esecuzioni sommarie ed arbitrarie, ai lavori
forzati, agli stupri, agli arresti per motivi politici, agli spostamenti obbligati
della popolazione e le restrizioni alle libertà fondamentali, di parola,
movimento e associazione. L'Unione condanna la carcerazione, nei mesi di maggio
e settembre 1996, di membri e simpatizzanti della LND e chiede il rilascio immediato
e incondizionato di tutti i prigionieri politici. L'LND e gli altri partiti politici
legali, compresi quelli delle minoranze etniche, dovrebbero potere proseguire
liberamente le proprie attività normali. L'Unione chiede allo SLORC di
avviare un dialogo costruttivo con i gruppi favorevoli alla democrazia, per giungere
alla pacificazione nazionale.
L'Unione Europea ha adottato nei confronti della Birmania le seguenti misure:
espulsione di tutto il personale militare addetto alle rappresentanze diplomatiche
della Birmania negli Stati Membri dell'U.E. ed evacuazione di tutto il personale
militare addetto alle rappresentanze diplomatiche degli Stati Membri dell'U.E.
nella Birmania; embargo sulle armi, munizioni e attrezzature militari e sospensione
degli aiuti non umanitari e dei programmi di sviluppo. Divieto di rilascio di
visti d'ingresso per i membri dello SLORC e dei loro familiari; divieto di
rilascio di visti d'ingresso per i membri di alto livello e loro familiari elle
forze armate o di sicurezza e responsabili dell'elaborazione e attuazione delle
politiche che impediscono il passaggio della democrazia in Birmania; sospensione
delle visite governative bilaterali ad alto livello.
Diverse organizzazioni si sono attivate per denunciare la gravissima situazione
birmana intraprendendo iniziative di denuncia sulla mancanza di diritti umani.
Amnesty International (http://www.amnesty.it/)
ha redatto diversi rapporti su Birmania e diritti umani.
Le
missioni delle Suore della Provvidenza dove opera Vip Italia in Birmania
sono dislocate nella zona di Kengtung e nella Regione 4.
KENGTUNG (Kiaingtong): Nascosta in un angolo della parte orientale dello
stato Shan, a 163 km a Nord della città di confine Tachilek (Thailandia)
c'è la sonnolenta Kengtung. Circondata da villaggi wa, shan, akha e Iahu
è disposta intorno a un piccolo lago ed è punteggiata da antichi
templi buddhisti e fatiscenti edifici coloniali inglesi.
La
missione di Kengtung delle Suore della Provvidenza è composta da: la Casa
delle Suore, con le ragazze aspiranti e le novizie. La casa delle suore anziane
con l'Orfanotrofio annesso e l'Orfanotrofio Bonetta. TON
QUA : a circa 15 miglia da Kengtung, Ton Qua è un villaggio della tribù
Akha. La missione è poverissima è composta da orfani e giornalmente
molte famiglie vi portano i loro figli per avere un aiuto. MONG
YOUNG - MONG PHYAK: villaggi molto poveri a pochi km da Kengtung. Le
missioni ospitano orfanotrofi. LOIMWE:
30 Km a Sud-Ovest di Kengtung. A più di 1600 m di altezza. La Missione
ospita un orfanotrofio. MENGLA
(Mongla): Situata nella Regione 4, che ha avuto l'autonomia dal governo di Yangon.
85 Km a Nord di Kengtung. E' attualmente controllato dai Wa, che una volta opponevano
le truppe di Yangon. Il distretto di Mengla è al confine con la Cina.
La missione ospita un orfanotrofio. PHA
DO, PHA LO, DI SHII: Missioni situate in piccoli villaggi (non accessibili
ai turisti) nelle Regioni 2 e 4. |